Il seminatore sprecone Stampa
Molto strano l’insegnamento di questa pagina di Vangelo.
Se uno lo prende alla lettera in modo superficiale, sembra davvero un invito allo spreco: questo seminatore sprecone, getta la semente in modo sconsiderato, senza guardare se cade sulla strada, o sulle rocce o tra le spine. Solo una piccola parte cade nel posto giusto….
Non penso proprio che Gesù ci inviti a sprecare quello che abbiamo, le risorse e i beni. Il nostro mondo occidentale e ricco, fa dello spreco di risorse una delle sue caratteristiche, e davvero non serve che ci sia anche il Vangelo a incitarlo!!
Qual è dunque l’insegnamento nascosto in queste parole così particolari di questa parabola? Gesù prima di tutto parla di se stesso e di Dio. Nel seminatore Gesù descrive se stesso, nel suo cammino e nella sua predicazione: non si è mai tirato indietro quando si trattava di parlare di Dio e del suo Regno. Gesù non ha mai avuto “le braccine corte” quando i poveri lo avvicinavano in cerca di una parola e di una guarigione. Gesù non ha mai avuto paura di esagerare nel distribuire perdono e accoglienza, e non ha mai avuto nemmeno paura di dire quel che pensava ai suoi accusatori.
E anche se molto spesso le parole e i segni di Gesù sono caduti come i semi sulla strada, sulle rocce e tra le spine, e non hanno portato il potenziale frutto che avevano, Gesù non si è fermato, convinto dell’importanza di seminare sempre, senza sosta.
Mi piace pensare così Gesù con me, seminatore instancabile e sprecone. Conosce le mie zone aride come una strada, piene di durezze come le rocce e paurose come le spine. Ma conosce che ho anche tanta terra buona in me. Parole, predicazioni, testimonianze, esperienze di vita… in tutto questo sento che il Signore semina nella mia vita. E come è raccontato nella parabola, appena il seme giusto entra nella mia terra buona, produce molto.
E anch’io, che in Gesù ho un modello di vita, sono chiamato a seminare amore in chi mi sta vicino. Anche se tanti dei miei gesti e parole buone cadono inutilmente nelle zone infruttuose del mio prossimo, non mi devo scoraggiare, perché almeno un 5% di terra buona in ognuno c’è, e li il seme di bontà che getto non rimane senza frutto.